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Scopi e compiti dei patriziati ticinesi
Alcuni compiti della sezione degli enti locali del dipartimento delle instituzioni del canton ticino
Comitato ALPA (2005-2009)
Patriziati ticinesi affiliati all'ALPA
Legge organica patriziale  

 

Scopi e compiti dei patriziati ticinesi

 

Scopi

Il patriziato è una corporazione di diritto pubblico, autonoma nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi, proprietaria di beni d’uso comune da conservare e utilizzare con spirito viciniale a favore della comunità.

Sono pure patriziati le corporazioni di diritto pubblico, proprietarie di beni d’uso comune, che hanno svolto e svolgono un’attività d’ interesse pubblico riconosciuta dal Consiglio di Stato.

I patriziati generali, le corporazioni, le degagne e i vicinati sono considerati analogamente purchè adempiano ai requisiti di cui ai capoversi precedenti.

 

Compiti

 Il patriziato ha il compito di organizzare il buon governo dei beni patriziali, di garantire l’ uso pubblico e di valorizzare le tradizioni locali.

In particolare:

  1. di curare la conservazione, il miglioramento e la gestione razionale dei boschi e dei beni agricoli;
  2. di assicurare il buon governo dei beni destinati anche all’ uso sociale e di promuovere la realizzazione di nuove opere quali il miglioramento o la creazione di accessi stradali o pedonali, piazze di riposo, posteggi, impianti per lo svago e lo sport e subordinatamente l’ edificazione a scopi abitativi;
  3. di assicurare l’ efficienza degli impianti di uso pubblico e di promuoverne dei nuovi;
  4. di promuovere la creazione in proprio o con altri enti di organismi e squadre specializzate per la cura del pascolo e del bosco, per il taglio o il commercio del legname;
  5. di assicurare e regolare l’ esercizio del diritto di legnamare, stramare e pascolare nei boschi patriziali provvedendo anche ad estinguere tali diritti qualora non fossero più usati;
  6. di riscattare eventuali diritti di pascolo, prepascolo e postpascolo, e in genere i diritti di godimento sui beni patriziali;
  7. di integrare le aree boschive e pascolive patriziali con l’ acquisizione di aree abbandonate, o in procinto di esserlo, al piano e in montagna;

h)    di valorizzare i beni culturali.

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Alcuni compiti della sezione degli enti locali del dipartimento delle instituzioni del canton ticino
 

Introduzione

La Sezione degli enti locali svolge compiti di vigilanza sugli enti locali, fra i quali anche i Patriziati in base alla specifica legge cantonale (Legge organica patriziale - LOP); dopo revisione la vigente LOP è entrata in vigore il 1° gennaio 1995; la Sezione sovrintende inoltre all'amministrazione del Fondo di aiuto patriziale istituito con il varo della nuova LOP in collaborazione con un'apposita commissione paritetica nominata dal Consiglio di Stato.

 

Ispettorato dei Patriziati

Le diverse applicazioni correnti di tale ufficio sono esposte in sequenza cronologica com'è rilevabile dalla Legge organica patriziale. Indicazioni sullo stato di patrizio possono essere fornite su specifica richiesta.

 

Ratifica alienazioni di beni patriziali - articoli 8 e 9 LOP

Con l'entrata in vigore della LOP 1962 dal 1° gennaio 1963, è stato parallelamente introdotto il principio dell'inalienabilità dei beni patriziati per evitare la loro progressiva privatizzazione; negli anni precedenti si era infatti assistito a un cospicuo trasferimento di proprietà patriziali ai privati cittadini e in preponderanza ai Comuni; tale tendenza portò alcuni enti, specialmente cittadini, a trasferire completamente le loro proprietà ai comuni stessi, fatto che poi portò a indebolire l'attività del Patriziato che per questa ragione dovette riconvertirsi adeguandosi a un ruolo normalmente di natura socioculturale. Altri enti invece languero a tal punto che per essere riconosciuti in base alla vigente LOP dovettero dimostrare e in parte lo devono ancora che avrebbero riattivato l'attività dedicandosi in special modo alla gestione dei beni e attraverso la promozione di nuove iniziative.

Il principio dell'inalienabilità è stato riconfermato attraverso la nuova LOP, che all'articolo 8 e 9 ne stabilisce i termini legali così sintetizzabili:

  • i beni amministrativi (ossia quelli che servono all'adempimento dei compiti di diritto pubblico - cfr. articolo 5 cpv. 2 LOP) sono inalienabili;
  • i beni patrimoniali (ossia quelli privi di scopo pubblico diretto - cfr. articolo 5 cpv. 3 LOP) possono essere alienati a determinate condizioni;
  • sono di principio autorizzate le permute di fondi, la vendita di piccole porzioni di terreno per rettifica di confine o per scopi di miglioria fondiaria, che non hanno utilità prevedibile sempre che siano salvaguardati gli interessi patriziali.

Ogni alienazione di proprietà immobiliare (vendite, permute e diritti di superficie) diventa efficace con la ratifica cantonale (articolo 9 LOP).

 

Obbligo del pubblico concorso - articoli 12 e 13 LOP

Le alienazioni, gli affitti e le locazioni dei beni patriziali devono per principio essere realizzati attraverso il pubblico concorso.

A tale principio è possibile derogare quando l'interesse generale lo può giustificare e quello patriziale in particolare è garantito. In questi casi è possibile:

  • esonerare il patriziato dall'obbligo del pubblico concorso;
  •  concedere segnatamente che l'alienazione, la locazione e l'affitto avvengano per licitazione o a trattative private.

 

Interventi finanziari - articoli 22 e seguenti LOP

Le competenze riguardano essenzialmente il Fondo di aiuto patriziale istituito con la vigente LOP.

 

1. Base legale
Il Fondo serve al finanziamento di opere patriziali con un interesse pubblico essenziale (art. 26 LOP).

2. Amministrazione
È affidata al Consiglio di Stato tramite il Dipartimento delle Istituzioni e per delega alla Sezione degli enti locali. Le applicazioni concernenti la gestione del fondo sono realizzate con l'assistenza di una Commissione speciale paritetica, composta da 3 rappresentanti dello Stato e da 3 rappresentanti dell'Alleanza patriziale, che siedono nel suo Consiglio direttivo.

3. Finanziamento
Viene alimentato con i contributi dei patriziati che conseguono redditi netti annuali superiori a fr. 5'000.-- secondo aliquote fissate dal Consiglio di Stato sentita la speciale Commissione del fondo. Sono soggetti al prelievo i redditi netti conseguiti a seguito di vendite di beni patriziali, per interessi in capitali, per affitti, locazioni e diritti di superficie.

Lo Stato è chiamato al finanziamento del fondo almeno nella misura in cui vi contribuiscono complessivamente i Patriziati.

Annualmente viene stabilita una somma complessiva di fr. 600'000.-, in modo che i Patriziati sono chiamati a contribuire con fr. 300'000.--, così come lo Stato.

4. Domanda d'aiuto
Entrano in considerazione le opere patriziali di pubblica utilità che potrebbero cagionare al Patriziato una spesa sproporzionata alla sua potenzialità finanziaria da pregiudicarne l'equilibrio finanziario. Le domande devono essere presentate dall'Ufficio patriziale alla Sezione degli enti locali entro il 31 gennaio di ogni anno. Tali richieste devono essere corredate:

- dai documenti relativi alla decisione dell'Organo legislativo (messaggio UP, rapporto commissionale ed estratto della risoluzione del legislativo);
- dal preventivo e dal piano di finanziamento;
- da indicazioni relative a futuri investimenti nell'arco dei prossimi 5-10 anni.

5. Domande preventive
Le richieste possono essere presentate anche in forma preliminare corredate da una descrizione dell'opera e da una previsione della spesa.

6. Trattazione delle domande
Le richieste definitive vengono esaminate dal profilo della loro idoneità a ottenere finanziamenti dal Fondo.

Sono considerati la natura dell'intervento e la sopportabilità finanziaria in base alla situazione economica dell'ente richiedente, tenendo in considerazione eventuali sussidi, contributi e qualsiasi altro introito possibile; altro elemento da considerare sono gli eventuali impegni futuri relativi a investimenti prevedibili.

Il contributo viene stabilito tenendo in considerazione l'onere per investimenti definitivamente a carico dell'ente; si valuta in sostanza la possibilità di poter assorbire eventuali oneri passivi derivanti da un debito bancario, in funzione dei mezzi liquidi e dei risultati d'esercizio determinatisi negli anni precedenti. In taluni casi già evasi, la Commissione ha dato prova di voler promuovere l'attività patriziale concedendo contributi secondo un approccio meno rigido rispetto all'esclusivo calcolo matematico.

 Stabilito che sia il diritto alla percezione e definito l'ammontare del contributo, la Sezione degli enti locali sottopone la sua proposta alla Commissione del Fondo per una decisione definitiva.

Nel caso in cui è deciso la concessione di un contributo, si procede al versamento.

In presenza di richieste preliminari e dove sono ritenuti ossequiati i requisiti per l'ottenimento di contributi, viene adottata una decisione di principio, che permetterà all'ente richiedente di proseguire l'iter d'approvazione del progetto d'investimento. Di conseguenza la richiesta verrà trattata definitivamente alla presentazione di tutti gli atti deliberativi come previsto per le istanze complete.

In ogni caso sono previste verifiche sulla base dei dati consuntivi a garanzia che nel complesso dei finanziamenti non sia stato superato il costo lordo dell'investimento; in questi casi potrebbe entrare in linea di conto la restituzione parziale o totale del contributo corrisposto.

Dati statistici

Dall'istituzione del fondo alla fine del 1999 sono state evase con esito positivo 56 istanze con un versamento complessivo di fr. 2'654'500.-- agli enti patriziali, mentre ne sono state respinte 22 difettando dei requisiti di legge.

 

Fusione, consorziamento e disconoscimento

Nell'ambito delle procedure relative al riconoscimento degli Enti patriziali, è stata prestata particolare attenzione alla problematica aggregazione nell'ottica di unire, ove già sussistevano i presupposti, quegli enti che caso contrario non avrebbero avuto chances di essere riconosciuti o erano destinati a scomparire.

Un'operazione portata a termine con discreto successo, così che il numero degli enti è stato ridotto di una trentina di unità (il dato è approssimativo per il fatto che la posizione di alcuni enti non era chiara già nella fase di riconoscimento attuata con l'entrata in vigore della LOP 1962).

 

Elezioni degli organi patriziali

Il rinnovo dei poteri patriziali, ossia il consiglio patriziale e l'ufficio patriziale, avviene ogni 4 anni in aprile alla data fissata dal Consiglio di Stato entro la fine di agosto dell'anno precedente (articolo 65 LOP). Le prossime elezioni in ambito patriziale avranno luogo nel mese di aprile 2001. La base legale, oltre a quella citata, è costituita dalla Legge sull'elezione degli uffici e dei consigli patriziali del 25 marzo 1965 e dalla Legge sull'esercizio dei diritti politici del 7 ottobre 1998 e relativo regolamento d'applicazione del 18 novembre 1998.

A titolo indicativo si cita che unicamente quattro patriziati hanno istituito il Consiglio patriziale:

Claro, Daro, Peccia e Generale d'Onsernone.

 

Regolamenti patriziali

Le competenze che rivengono alla Sezione in questo preciso ambito consistono nell'approvazione dei regolamenti e sue modifiche, come pure di principio ogni altra forma di ordinamento di competenza assembleare. In tale ambito vengono svolte verifiche dal profilo della conformità alle leggi e ai regolamenti e, se del caso, vengono apportate modifiche d'ufficio o imposto un nuovo pronunciamento assembleare.

I regolamenti diventano esecutivi unicamente dopo l'approvazione cantonale delegata alla Sezione degli enti locali.

 

Commissione di coordinamento

È istituita dal Consiglio di Stato e con lo scopo di promuovere l'utilizzazione razionale dei beni di proprietà patriziale in coordinazione con la pianificazione cantonale e i programmi di sviluppo delle regioni.

La commissione si compone di 6membri, un Presidente e un segretario e resta in carica per un periodo di 4 anni; vi sono rappresentati l'Alleanza patriziale, i servizi e gli enti cantonali interessati.

 

Vigilanza

I patriziati sono sottoposti alla vigilanza dello Stato che la esercita tramite il Dipartimento delle Istituzioni e servizi subordinati.

L'azione di vigilanza è indirizzata al controllo della legalità e dell'opportunità limitata all'arbitrio, alla sorveglianza dell'amministrazione e delle decisioni concernenti la gestione dei beni patriziali, nonché ai provvedimenti adottati dal presidente degli organi legislativi nell'ambito delle proprie funzioni.

Quando vi fosse sospetto di cattiva amministrazione, l'autorità di vigilanza è legittimata a intervenire sia su denuncia privata che d'ufficio.

Accertata la violazione il Consiglio di Stato può infliggere sanzioni disciplinari, compresa la sospensione dalla carica e la destituzione nel caso di condanna alla reclusione per crimini o delitti.

In caso di cattiva amministrazione possono essere adottati provvedimenti d'eccezione come affiancarsi o sostituirsi all'Ufficio patriziale, oppure ,allorquando l'assemblea non provvede all'elezione dell'Ufficio patriziale, delegare al locale Municipio l'amministrazione dell'ente patriziale. Dovessero perdurare i motivi dell'intervento dell'autorità di vigilanza, può essere avviata d'ufficio una procedura di fusione o di disconoscimento.

Nell'ambito delle competenze di vigilanza viene pure svolta la ratifica delle decisioni degli organi legislativi concernenti prestiti o aperture di crediti, previo esame del piano di finanziamento e della situazione economico-finanziaria dell'ente per accertare la sopportabilità degli oneri d'investimento.

Infine, se i conti patriziali o parte di essi non sono approvati, viene ordinata un'inchiesta e adottati adeguati provvedimenti.

 

Conclusioni

Una panoramica sulle applicazioni della Sezione certamente non esaustiva, comunque sufficiente a fornire un quadro rappresentativo della realtà patriziale confrontata alle disposizioni della Legge organica patriziale (LOP).

Dati statistici sui Patriziati saranno disponibili non appena sarà completata la procedura di riconoscimento per alcuni enti che non possono ancora dimostrare di poter disporre dei requisiti imposti dalla LOP.

Sono comunque disponibili i dati raccolti negli anni ottanta per consentire il varo della vigente LOP, che sono desumibili dagli atti parlamentari relativi alla sessione ordinaria primaverile 1992 (Verbali del Gran Consiglio 1992, volume 1).

 

A disposizione per qualsiasi ulteriore informazione
 l'Ispettore dei Patriziati della Sezione degli Enti Locali

Otto Minoli

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COMITATO DIRETTIVO ALPA LEGISLATURA 2005-2009 

Tiziano Zanetti
Patrizio di Daro, presidente
Via Campagna 3 b, 6503 Bellinzona
091 829 17 77

 

Germano Mattei
Patrizio di Peccia, vicepresidente
6690 Cavergno
091 759 02 10
Gianfranco Poli
segretario e cassiere
CP 16, 6827 Brusino Arsizio
091 996 12 01

 

Armando Besomi
Patrizio di Gerra Verzasca
Cappella del Marco, 6517 Arbedo
091 829 33 66
Daniele Bindella
Patrizio di Bidogno
6958 Bidogno
091 943 22 12

 

Giorgio Brazzola
Patrizio di Castel San Pietro
Via Monte Generoso, 6874 Castel S. Pietro
091 683 26 69
Virgilio Conti
Patrizio di Losone
Cara Servetta 23, 6616 Losone
078 666 34 22

 

Claudio D'Alessandri
Patrizio di Fichengo
Chinchengo, 6760 Faido
091 873 5224
Giuseppe Filippini
Patrizio di Rivera
Capidogno, 6802 Rivera
091 930 61 58

 

Enzo Mattei
Patrizio di Osogna
Donga, 6703 Osogna
091 863 31 15
Luca Moretti
Patrizio di Cevio con Linescio
6682 Linescio
091 756 81 94

 

Giancarlo Pedotti
Patrizio di Bellinzona
6945 Origlio
091 826 35 32 
Elvezio Sartore
Patrizio di Dalpe
6774 Dalpe
091 867 14 39

 

Carlo Scheggia
Patrizio di Ludiano 
6986 Novaggio
091 608 22 65 
Giovanmaria Staffieri
Patrizio di Bioggio
6933 Muzzano
091 923 36 39
Ermelindo Taddei
Patrizio di Ponto Valentino 
6724 Ponto Valentino
091 871 11 38 

 

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Patriziati ticinesi affiliati all'ALPA
 

1

Cassinarescio delle Tre Terre

2

Corporazione Boggesi Alpe di Prato **

3

Corporazione Boggesi Piora

4

Corporazione dei Borghesi

5

Corporazione patrizi gordolesi

6

Degagna di Cala

7

Degagna di Fichengo

8

Degagna di Molare

9

Degagna di Prato Leventina

10

Degagna di Tarnolgio in Piano

11

Degagna Generale di Osco

12

Patriziato generale della terre di Pedemonte con Auressio

13

Patriziato Degagnale di Fiesso

14

Patriziato di Airolo

15

Patriziato di Altanca

16

Patriziato di Anzonico

17

Patriziato generale di Aquila, Torre e Lottigna

18

Patriziato di Aranno

19

Patriziato di Arbedo-Castione

20

Patriziato di Arogno

21

Patriziato di Arosio

22

Patriziato di Arzo

23

Patriziato di Ascona

24

Patriziato di Astano

25

Patriziato di Aurigeno

26

Patriziato di Avegno

27

Patriziato di Bedigliora Banco e Nerocco

28

Patriziato di Bedano

29

Patriziato di Bedretto

30

Patriziato di Bellinzona

31

Patriziato di Besazio

32

Patriziato di Biasca

33

Patriziato di Bidogno

34

Patriziato di Bignasco

35

Patriziato di Bioggio

36

Patriziato di Bironico

37

Patriziato di Bissone

38

Patriziato di Bodio

39

Patriziato di Bogno

40

Patriziato di Borgnone

41

Patriziato di Bosco Gurin

42

Patriziato di Bosco-Luganese

43

Patriziato di Brè

44

Patriziato di Breno

45

Patriziato di Brione s/Minusio

46

Patriziato di Brione Verzasca

47

Patriziato di Brissago

48

Patriziato di Broglio

49

Patriziato di Brontallo

50

Patriziato di Brusino Arsizio

51

Patriziato di Bruzella

52

Patriziato di Buttino Ghirone

53

Patriziato di Cabbio

54

Patriziato di Cademario

55

Patriziato di Cadenazzo

56

Patriziato di Cadro

57

Patriziato di Cagiallo

58

Patriziato di Calonico

59

Patriziato di Camignolo

60

Patriziato di Camorino **

61

Patriziato di Campestro

62

Patriziato di Campo-Vallemaggia

63

Patriziato di Campora

64

Patriziato di Capolago

65

Patriziato di Carasso

66

Patriziato di Carona

67

Patriziato di Casima

68

Patriziato di Caslano

69

Patriziato di Castagnola

70

Patriziato di Castel San Pietro

71

Patriziato di Castro

72

Patriziato di Catto - Lurengo

73

Patriziato di Cavagnago

74

Patriziato di Cavergno

75

Patriziato di Caviano

76

Patriziato di Cerentino

77

Patriziato di Certara

78

Patriziato di Cevio-Linescio

79

Patriziato di Chiggiogna

80

Patriziato di Cimadera

81

Patriziato di Cimo

82

Patriziato di Claro

83

Patriziato di Coglio

84

Patriziato di Colla

85

Patriziato di Comano

86

Patriziato di Comologno

87

Patriziato di Contone

88

Patriziato di Contra

89

Patriziato di Corippo

90

Patriziato di Corticiasca

91

Patriziato di Corzoneso

92

Patriziato di Cresciano

93

Patriziato di Cugnasco

94

Patriziato di Curio e Bombinasco

95

Patriziato di Dalpe

96

Patriziato di Daro

97

Patriziato di Davesco-Soragno

98

Patriziato di Deggio-Quinto

99

Patriziato di Dongio

100

Patriziato di Doro, Chiesso e Olina

101

Patriziato di Faido

102

Patriziato di Fescoggia

103

Patriziato di Frasco

104

Patriziato di Fusio

105

Patriziato di Gerra Gambarogno

106

Patriziato di Gerra Verzasca

107

Patriziato di Ghirone

108

Patriziato di Giornico

109

Patriziato di Giumaglio

110

Patriziato di Gnosca

111

Patriziato di Gordevio

112

Patriziato di Gorduno

113

Patriziato di Gravesano

114

Patriziato di Gribbio

115

Patriziato di Gudo

116

Patriziato di Indemini

117

Patriziato di Insone

118

Patriziato di Intragna, Golino e Verdasio

119

Patriziato di Iragna

120

Patriziato di Iseo

121

Patriziato di Isone

122

Patriziato di Lamone

123

Patriziato di Lavertezzo

124

Patriziato di Leontica

125

Patriziato di Loco

126

Patriziato di Lodano

127

Patriziato di Lodrino

128

Patriziato di Lopagno

129

Patriziato di Losone

130

Patriziato di Ludiano

131

Patriziato di Lugaggia

132

Patriziato di Lugano

133

Patriziato di Lumino

134

Patriziato di Magadino

135

Patriziato di Maggia

136

Patriziato di Mairengo

137

Patriziato di Malvaglia

138

Patriziato di Maroggia

139

Patriziato di Marolta

140

Patriziato di Medeglia

141

Patriziato di Melano

142

Patriziato di Menzonio

143

Patriziato di Mergoscia

144

Patriziato di Meride

145

Patriziato di Mezzovico-Vira

146

Patriziato di Miglieglia

147

Patriziato di Minusio

148

Patriziato di Moghegno

149

Patriziato di Monte

150

Patriziato di Monte-Carasso

151

Patriziato di Morbio-Superiore

152

Patriziato di Mugena **

153

Patriziato di Muggio

154

Patriziato di Muralto

155

Patriziato di Muzzano e Agnuzzo

156

Patriziato di Neggio

157

Patriziato di Novaggio

158

Patriziato di Olivone, Campo e Largario

159

Patriziato di Origlio

160

Patriziato di Orselina

161

Patriziato di Osadigo

162

Patriziato di Osogna

163

Patriziato di Palagnedra e Rasa

164

Patriziato di Peccia

165

Patriziato di Personico

166

Patriziato di Piandera

167

Patriziato di Pianezzo

168

Patriziato di Piazzogna **

169

Patriziato di Piotta

170

Patriziato di Pollegio

171

Patriziato di Ponte Capriasca

172

Patriziato di Ponte Tresa

173

Patriziato di Ponto Valentino

174

Patriziato di Porza

175

Patriziato di Prato Sornico

176

Patriziato di Prato v. Maggia

177

Patriziato di Preonzo

178

Patriziato di Prugiasco

179

Patriziato di Pura

180

Patriziato di Ravecchia

181

Patriziato di Riva San Vitale

182

Patriziato di Rivera

183

Patriziato di Robasacco

184

Patriziato di Ronco sopra Ascona

185

Patriziato di Rossura

186

Patriziato di Rovio

187

Patriziato di Sala Capriasca

188

Patriziato di Salorino

189

Patriziato di San Nazzaro

190

Patriziato di Sant'Antonino

191

Patriziato di Sant'Antonio

192

Patriziato di Scareglia

193

Patriziato di Sementina

194

Patriziato di Semione

195

Patriziato di Sigirino

196

Patriziato di Sobrio

197

Patriziato di Solduno

198

Patriziato di Someo

199

Patriziato di Sonogno

200

Patriziato di Sonvico

201

Patriziato di Stabio

202

Patriziato di Tegna

203

Patriziato di Torricella-Taverne

204

Patriziato di Tremona

205

Patriziato di Vaglio

206

Patriziato di Varenzo

207

Patriziato di Vezia

208

Patriziato di Vezio

209

Patriziato di Villa Luganese **

210

Patriziato di Vira Gambarogno

211

Patriziato di Vogorno

212

Patriziato Generale d'Onsernone

213

Patriziato generale di Chironico

214

Patriziato Generale di Prato Leventina

215

Patriziato Generale di Quinto

216

Patriziato promiscuo Locarnese e Soldunese

217

Patriziato Terra di Quinto (Fraz.)

218

Pr. pr. patriziati di Brione sopra Minusio, Mergoscia e Minusio

219

Vicinato di Ambrì Sopra

220

Vicinato di Nivo
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Legge organica patriziale

(del 28 aprile 1992)

IL GRAN CONSIGLIO
ELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

visto il messaggio 5 dicembre 1989 n. 3539 del Consiglio di Stato,

decreta:

TITOLO I

 

Norme generali

 

Definizione e scopo

Art. 1         1Il patriziato è una corporazione di diritto pubblico, autonoma nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi, proprietaria di beni d’ uso comune da conservare e utilizzare con spirito viciniale a favore della comunità.

2Sono pure patriziati le corporazioni di diritto pubblico, proprietarie di beni d’ uso comune, che hanno svolto e svolgono un’ attività d’ interesse pubblico riconosciuta dal Consiglio di Stato.

3I patriziati generali, le corporazioni, le degagne e i vicinati sono considerati analogamente purchè adempiano ai requisiti di cui ai capoversi precedenti.

 

Altri enti

Art. 2       

Il regolamento del patriziato stabilisce e disciplina l’ esistenza di altri enti o eventuali suddivisioni interne, con i relativi diritti e obblighi.

 

Garanzia legale

Art. 3       

1Ogni patriziato secondo l’ art. 1 deve essere riconosciuto dal Consiglio di Stato.

2Tale riconoscimento ha effetto dichiarativo.

3Contro il decreto del Consiglio di Stato è dato ricorso al Gran Consiglio nei modi e nei termini di cui alla Legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966.

 

Garanzia della proprietà: congodimento

Art. 4       

1La consistenza dei beni di proprietà del patriziato o degli enti patriziali può essere mutata unicamente secondo le norme della legge.

2Il godimento dei beni deve avvenire in comune da parte dei patrizi e dei non patrizi nei limiti stabiliti dalla legge.

 

TITOLO II

 

Dei beni patriziali

Capo I

 

Amministrazione

 

Definizione

Art. 5         1I beni patriziali si suddividono in beni amministrativi e beni patrimoniali.

2I beni amministrativi sono beni che servono all’ adempimento di compiti di diritto pubblico. Essi sono in particolare i boschi, gli alpi, i maggenghi, i prati, i pascoli, le cave, le case patriziali e gli altri edifici di uso pubblico, i terreni incolti, l’ archivio e gli altri beni culturali, le strade e gli accessi, gli acquedotti, le teleferiche, gli impianti sportivi o per il tempo libero, le opere di premunizione torrentizie e antivalangarie di consolidamento dei terreni.

3I beni patrimoniali sono beni privi di uno scopo pubblico diretto. Essi sono in particolare i beni mobili, quali i capitali, il denaro contante e i crediti, nonchè gli edifici utilizzati nella forma del diritto privato (locazione, affitto) o attraverso la concessione di uno speciale diritto di godimento.

4L’ ufficio patriziale tiene l’ inventario dei beni di proprietà del patriziato, come pure dei beni e dei capitali affidati alla sua amministrazione e sottoposti alla sua vigilanza.

5Il regolamento di applicazione fissa le norme d’ esecuzione del presente articolo.

 

Suddivisione dei beni amministrativi

Art. 6        Per lo scopo a cui sono destinati, i beni amministrativi si suddividono in:

a)    beni destinati in primo luogo all’ esercizio dell’ attività agricola, costituiti dai beni di godimento o primari quali boschi, alpi, maggenghi, prati, pascoli con i relativi diritti di pascolare, legnamare, stramare, stabiliti dal regolamento del patriziato;

b)    beni destinati anche all’ uso sociale quali boschi, terreni pascolivi ed altri al piano ed in montagna con le loro vie d’ accesso e le relative opere di protezione e le eventuali infrastrutture quali gli acquedotti e le teleferiche;

c)    edifici;

d)    opere di protezione e premunizione torrentizie e antivalangarie, di consolidamento dei terreni;

e)    impianti sportivi;

f)     cave;

g)    beni culturali quale l’ archivio.

 

Compiti del patriziato

Art. 7         1Il patriziato ha il compito di organizzare il buon governo dei beni patriziali, di garantire l’ uso pubblico e di valorizzare le tradizioni locali.

2In particolare:

a)    di curare la conservazione, il miglioramento e la gestione razionale dei boschi e dei beni agricoli;

b)    di assicurare il buon governo dei beni destinati anche all’ uso sociale e di promuovere la realizzazione di nuove opere quali il miglioramento o la creazione di accessi stradali o pedonali, piazze di riposo, posteggi, impianti per lo svago e lo sport e subordinatamente l’ edificazione a scopi abitativi;

c)    di assicurare l’ efficienza degli impianti di uso pubblico e di promuoverne dei nuovi;

d)    di promuovere la creazione in proprio o con altri enti di organismi e squadre specializzate per la cura del pascolo e del bosco, per il taglio o il commercio del legname;

e)    di assicurare e regolare l’ esercizio del diritto di legnamare, stramare e pascolare nei boschi patriziali provvedendo anche ad estinguere tali diritti qualora non fossero più usati;

f)     di riscattare eventuali diritti di pascolo, prepascolo e postpascolo, e in genere i diritti di godimento sui beni patriziali;

g)    di integrare le aree boschive e pascolive patriziali con l’ acquisizione di aree abbandonate, o in procinto di esserlo, al piano e in montagna;

h)    di valorizzare i beni culturali.

 

Alienabilità dei beni. a) Limiti

Art. 8         1I beni amministrativi sono inalienabili.

2I beni patrimoniali possono essere alienati per ammortizzare debiti, per finanziare opere di pubblica utilità oppure quando l’ alienazione sia fatta nell’ interesse della collettività in genere e non sia comunque pregiudizievole agli interessi del patriziato.

3È riservato l’ art. 20 cpv. 2.

4Sono autorizzate la permuta dei fondi, l’ alienazione di scorpori di terreno, la cessione di proprietà per la rettifica di confine, o per scopi di miglioria fondiaria, che non hanno utilità prevedibile.

5È in ogni caso vietata l’ assegnazione in godimento di particelle di boschi (quadrelle).

 

b) Ratifica

Art. 9        Ogni alienazione di proprietà immobiliare diventa efficace con la ratifica da parte del Consiglio di Stato.

 

c) Diritto di prelazione dei Comuni e del Cantone

Art. 10      1Il Comune nella cui giurisdizione si trovano fondi di proprietà patriziale, subordinatamente il Cantone, hanno in caso di vendita ai privati un diritto di prelazione su fondi quando siano destinati a scopi pubblici.

2Il Consiglio di Stato può delegare il diritto di prelazione del Cantone a un altro Comune o a un consorzio di Comuni interessati.

3Le modalità, i limiti e l’ esercizio del diritto di prelazione sono stabiliti nel regolamento di applicazione della legge.

 

Diritto di riscatto

Art. 11      1Il Comune ha il diritto di riscattare, dimostrata la necessità di utilità pubblica, o nel caso di gestione insufficiente, le infrastrutture non agricole di proprietà patriziale.

2L’ indennità è calcolata sul valore di costruzione al momento del riscatto dedotto il deprezzamento per vetustà.

3Restano riservate le cessioni volontarie ad altre condizioni.

 

Pubblico concorso. a) Obbligo; forme

Art. 12      1Le alienazioni, gli affitti e le locazioni dei beni di proprietà del patriziato devono essere fatti per pubblico concorso.

2Il concorso dev’ essere accessibile a chiunque e annunciato all’ albo per un periodo di almeno quindici giorni consecutivi.

3Il regolamento del patriziato fissa la cifra oltre la quale il concorso dev’ essere parimenti pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale.

 

b) Eccezione

Art. 13      1Quando al patriziato non ne può derivare danno e quando l’ interesse generale lo giustifica, il Dipartimento può:

a)    esonerare il patriziato dall’ obbligo del pubblico concorso;

b)    concedere segnatamente che l’ alienazione, la locazione e l’ affitto siano fatti per licitazione o a trattative private.

2Sono riservate le norme di leggi speciali.

 

c) Aggiudicazione

Art. 14      1L’ aggiudicazione deve essere fatta al miglior offerente, riservati i cpv. 2 e 3.

2Solo in casi straordinari, quando l’ offerta migliore non presenti, a giudizio dell’ ufficio patriziale, sufficienti garanzie, l’ aggiudicazione può essere fatta ad altro concorrente.

3Quando nessuna delle offerte presenti sufficienti garanzie, oppure quando i prezzi offerti siano manifestamente svantaggiosi per il patriziato, l’ ufficio patriziale può decidere la riapertura del concorso.

 

d) Procedura

Art. 15      Il regolamento d’ applicazione della legge fissa la procedura per i concorsi pubblici e le aggiudicazioni.

 

Costituzione in pegno di beni

Art. 16      1I beni amministrativi non possono essere costituiti in pegno.

2I beni patrimoniali possono essere costituiti in pegno nei limiti consentiti dagli artt. 173, 174 e 175 della legge di applicazione e complemento del Codice civile svizzero.

 

Fideiussioni Mutui a terzi

Art. 17      1Il patriziato può prestare fideiussioni o concedere mutui a favore di enti pubblici o di associazioni locali di interesse pubblico.

2Il Consiglio di Stato può accordare l’ autorizzazione anche a favore di privati quando l’ interesse del patriziato è evidente.

 

Divieto di speculazioni

Art. 18      I beni di proprietà del patriziato non possono essere impiegati in speculazioni.

 

Contributo per opere pubbliche

Art. 19      Quando il Comune fa capo alla compensazione intercomunale il patriziato può essere chiamato, avuto riguardo alla sua situazione patrimoniale, a contribuire al finanziamento delle opere pubbliche interessanti il Comune medesimo e la cui esecuzione fosse decisa nel periodo compreso nei tre anni precedenti e i tre anni successivi alla domanda di compensazione, limitatamente alle disponibilità del patriziato. La misura del contributo è stabilita dal Consiglio di Stato nel limite massimo del 30%.

 

Copertura del fabbisogno, imposta patriziale

Art. 20      1Se la gestione corrente del preventivo di un anno chiude con un disavanzo, l’ assemblea, rispettivamente il Consiglio patriziale decidono la copertura a medio termine:

a)    in primo luogo attingendo alla riserva disponibile a bilancio;

b)    in secondo luogo con il prelevamento di un’ imposta per ogni fuoco patriziale. L’ imposta corrisponde al fabbisogno scoperto ripartito in modo uguale tra i fuochi. Il regolamento del patriziato stabilisce se l’ imposta può essere pagata, in tutto o in parte sottoforma di lavoro comune.

2Solo in casi straordinari i beni patrimoniali possono essere alienati per sopperire a bisogni correnti del bilancio, purchè siano salvaguardati gli interessi della collettività.

 

Lavoro comune

Art. 21      1Il patriziato può prevedere nel regolamento l’ introduzione del lavoro comune sottoforma di prestazione di lavoro per la conservazione o una migliore utilizzazione del suo patrimonio.

2Il regolamento del patriziato deve prevedere il pagamento della quota corrispondente se la prestazione non viene data.

 

 

Capo II

 

Interventi finanziari

 

Fondo di riserva forestale

Art. 22      1Il patriziato è obbligato a devolvere un importo massimo del 10% del reddito netto di ogni taglio di boschi al proprio fondo di riserva forestale.

2I proventi del fondo di riserva forestale sono da impiegare specialmente per l’ esecuzione di lavori forestali.

3Il regolamento d’ applicazione della legge stabilisce le norme per la costituzione, il controllo e l’ impiego di tale fondo.

 

Fiscalità

Art. 23      I patriziati sono esenti dalla tassa immobiliare, dall’ imposta sulla sostanza e sul reddito ad eccezione delle loro aziende forestali.

 

Opere sussidiate supplementari

Art. 24      Per le opere destinate anche all’ uso sociale di cui all’ art 6 lett. b), il Cantone può eccezionalmente accordare sussidi supplementari sui costi residui in aggiunta ai sussidi usuali, al finanziamento del comune e di terzi.

 

Consorzio per spese extra-aziendali

Art. 25      Il patriziato può chiedere al Consiglio di Stato la costituzione di un consorzio secondo l’ art. 36 quando dovesse affrontare spese rilevanti per l’ esecuzione, il ripristino o la manutenzione di opere o infrastrutture utilizzate prevalentemente per scopi sociali o collettivi non agricoli o forestali.

 

Fondo di aiuto patriziale. a) Contributo

Art. 26      1È istituito il fondo di aiuto patriziale.

2Quando l’ esecuzione o il ripristino di un’ opera o di un’ infrastruttura di interesse pubblico essenziale dovesse cagionare a un patriziato una spesa sproporzionata ai suoi mezzi e tale da pregiudicare l’ equilibrio finanziario, il patriziato può chiedere al Cantone un contributo dal fondo di aiuto patriziale.

 

b) Amministrazione e finanziamento

Art. 27      1Il fondo di aiuto patriziale è amministrato dal Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento competente, assistito da una Commissione consultiva composta da uno stesso numero di membri in rappresentanza dello Stato e di delegati del patriziato.

2Il fondo è alimentato con i seguenti mezzi:

a)    il contributo annuale dei patriziati, calcolato tra il 2% e il 10% del reddito netto delle vendite di beni patriziali, dei capitali, degli affitti, delle locazioni e dei diritti di superficie se complessivamente superano i fr. 5000.-.

       Il regolamento di applicazione stabilisce i criteri e le modalità di determinazione del reddito netto;

b)    il contributo annuale del Cantone pari almeno a quello dei patriziati di cui alla lettera a);

c)    la devoluzione dei beni dei patriziati disconosciuti.

3Il Consiglio di Stato, sentita la Commissione consultiva, fissa in un regolamento le percentuali per anno e per categoria di reddito netto, le modalità, le condizioni e i criteri per il prelievo ed il versamento del contributo di cui alla lett. a).

4Il Consiglio di Stato, sentita la Commissione consultiva, può ridurre o abbandonare il contributo su richiesta del patriziato interessato che verrebbe a trovarsi, a causa del contributo imposto, in una evidente situazione di disagio finanziario.

 

Capo III

 

Modi di godimento

 

Godimento in generale

Art. 28      1Il regolamento del patriziato stabilisce i modi e le condizioni del godimento come pascolare, far erba, fieno e strame, e l’ approvvigionamento in legna da ardere.

2Il godimento non può essere negato, senza valido motivo, alle famiglie non patrizie domiciliate nel comune del patriziato, dietro pagamento di un’ equa tassa fissata dal regolamento del patriziato.

3Il regolamento del patriziato può prevedere il godimento per i non patrizi domiciliati nel comune del patriziato con aziende agricole, alle stesse condizioni dei patrizi.

4È riservato l’ art. 171a della LAC.

 

Assegnazione di legna da ardere lavorata e in piedi

Art. 29      1Ai fuochi patrizi può essere concessa, una volta all’ anno, legna da ardere lavorata per proprio uso domestico. La stessa assegnazione può essere concessa ai fuochi non patrizi domiciliati nel comune del patriziato.

2I quantitativi da assegnare sono fissati di volta in volta dall’ ufficio patriziale, giusta le disponibilità.

3I fuochi patrizi domiciliati fuori Cantone partecipano all’ assegnazione se ne fanno richiesta.

4Il regolamento del patriziato può escludere o ridurre proporzionalmente l’ assegnazione ai patrizi domiciliati fuori comune, in considerazione delle particolari condizioni locali.

5Il patriziato può esigere dai beneficiari una congrua partecipazione al costo della lavorazione.

6L’ assegnazione di legna da ardere in piedi può essere fatta eccezionalmente alle medesime condizioni quando non sia in contrasto con le norme di buon governo dei boschi.

 

Assegnazione di legna d’ opera. a) Lavorata

Art. 30      1Ad ogni patrizio maggiorenne può essere concessa, a prezzo di favore, legna d’ opera lavorata per la costruzione o la riattazione in proprio di case, stalle o altri edifici nella giurisdizione del comune a cui si estende il patriziato.

2Il quantitativo della legna d’ opera assegnata non può superare la percentuale della produzione totale di tale legname fissata dal regolamento del patriziato, ritenuto che il quantitativo massimo assegnato al patrizio non potrà superare venti metri cubi ogni dieci anni.

 

b) In piedi

Art. 31      L’ assegnazione di legna d’ opera in piedi può essere fatta nelle medesime condizioni e negli stessi quantitativi di quella lavorata, solo in casi straordinari, per la costruzione o la riparazione di case, stalle o altri edifici in zone di montagna di difficile accesso sempre che il richiedente dia serie garanzie per una corretta esecuzione del taglio.

 

Divieto di cessione e ripartizione

Art. 32      1I diritti di godimento patriziali non possono essere ceduti.

2È vietata ogni ripartizione di rendite o divisione di beni patriziali tra i patrizi.

 

Destinazione dei redditi e dei ricavi

Art. 33      1I redditi ed i ricavi devono essere destinati dall’ assolvimento dei compiti del patriziato, all’ ammortamento dei debiti del patriziato, oppure al finanziamento di opere di pubblica utilità eseguite o da eseguire nel comune del patriziato.

2I ricavi dei boschi devono essere principalmente impiegati per investimenti a favore dell’ economia forestale e alpestre.

 

TITOLO III

 

Fusione, consorziamento e disconoscimento

 

Fusione

Art. 34      1Due o più patriziati possono essere fusi quando ciò fosse imposto da ragioni d’ interesse economico o amministrativo generali.

2In particolare, sentiti i rappresentanti degli enti interessati:

a)    allo scopo di garantire una maggiore consistenza economica ed uno sfruttamento più razionale dei beni di loro proprietà;

b)    quando la maggior parte dei patrizi di uno dei patriziati fossero i medesimi dell’ altro;

c)    quando i beni patriziali consistono in diritti che gravano la proprietà di altro patriziato;

d)    al fine di costituire una sola gestione dei beni patriziali in una giurisdizione comunale o in un comprensorio di comuni confinanti.

 

Procedura di fusione

Art. 35      1La procedura di fusione può essere avviata:

a)    su domanda dei singoli patriziati;

b)    d’ ufficio dal Consiglio di Stato.

2Il Consiglio di Stato decreta la fusione e ne dà pubblicazione sul Foglio ufficiale.

3Contro il decreto è ammesso il ricorso al Gran Consiglio da parte dei patriziati interessati o da parte dei singoli patrizi, entro 30 giorni dalla pubblicazione.

4Sono per il resto applicabili per analogia le norme della legge sulla fusione e separazione dei comuni.

 

Consorziamento

Art. 36      1I patriziati possono essere riuniti in consorzio allo scopo di:

a)    garantire un governo e uno sfruttamento più razionale dei beni immobili di cui essi sono proprietari, specialmente dei boschi, dei pascoli e degli alpi;

b)    favorire l’ esecuzione di opere di premunizione valangaria e di stabilizzazione del terreno e di altre opere analoghe di interesse pubblico.

2Il consorzio può comprendere anche i comuni nella cui giurisdizione si trovino i beni patriziali, altri comuni, gli enti turistici, le regioni, quando il fine del consorzio è l’ utilizzazione dei fondi patriziali per scopi sociali o collettivi non agricoli o forestali, come il turismo, lo svago o il ristoro, la protezione ambientale.

 

Procedura di consorziamento

Art. 37      1La procedura di consorziamento è avviata:

a)    su domanda dei singoli patriziati;

b)    su domanda di altri enti interessati;

c)    d’ ufficio dal Consiglio di Stato.

2Il Consiglio di Stato decreta il consorziamento e ne dà pubblicazione sul Foglio ufficiale.

3Sono per il resto applicabili le norme della legge sui consorzi.

 

 

Disconoscimento

Art. 38      1Il patriziato che non adempie più i requisiti di legge viene disconosciuto dal Consiglio di Stato, sentiti i rappresentanti dell’ ente.

2Contro il decreto i rappresentanti dell’ ente ed i singoli interessati hanno facoltà di ricorso al Gran Consiglio entro 30 giorni dalla pubblicazione.

 

 

Devoluzione dei beni

Art. 39      Il decreto di disconoscimento stabilisce la devoluzione dei beni dell’ ente disconosciuto.

 

TITOLO IV

 

Appartenenza al patriziato

Capo I

 

Acquisto dello stato di patrizio

 

Presupposti

Art. 40      1Lo stato di patrizio presuppone la cittadinanza ticinese.

2Non si può acquistare lo stato di membro di un patriziato, se già si appartiene ad un altro patriziato, salvo in caso di svincolo a norma dell’ art 43 lett. c).

 

Acquisto dello stato di patrizio. a) Per filiazione

Art. 41      1Acquista lo stato di patrizio il figlio minorenne di genitore patrizio.

2Se i genitori sono membri di patriziati diversi si presume che il figlio acquisti lo stato di patrizio del padre, a meno che dichiari ai rispettivi uffici patriziali di scegliere quello della madre.

3La dichiarazione di scelta del patriziato deve essere fatta dal diretto interessato entro l’ anno dal compimento della maggiore età.

4La scelta vale anche per i discendenti.

 

b) Per matrimonio

Art. 42      1Una persona acquista lo stato di patrizio per il fatto del matrimonio con un patrizio o una patrizia.

2Nel caso di matrimonio tra cittadini di patriziati diversi, ciascun coniuge mantiene il proprio stato di patrizio.

3In ambo i casi è riservato il diritto di opzione nel termine di un anno.

 

c) Per concessione

Art. 43      1Lo stato di patrizio può essere concesso dall’ assemblea o dal consiglio patriziale alle seguenti condizioni:

a)    se il richiedente è cittadino ticinese attinente del comune in cui ha sede il patriziato;

b)    se il richiedente è cittadino ticinese domiciliato nel comune da almeno dieci anni;

c)    se il richiedente, già membro di altro patriziato, domanda lo svincolo dal patriziato precedente. Lo svincolo può essere condizionato all’ acquisto del nuovo patriziato.

2La domanda di concessione comprende automaticamente i figli minorenni.

 

Rapporto con il patriziato generale

Art. 44      L’ acquisto dello stato di patrizio di enti o suddivisioni interne di cui all’ art 2 conferisce automaticamente lo stato di patrizio generale.

 

Procedura

Art. 45      La procedura per l’ acquisto dello stato di patrizio è stabilita dal regolamento d’ applicazione della legge.

 

Tasse; importo

Art. 46      1Per la concessione dello stato di patrizio può essere prelevata una tassa dell’ importo massimo di fr. 1000.-.

2La tassa è commisurata alle condizioni economiche del richiedente.

 

Capo II

 

Perdita e riacquisto dello stato di patrizio

 

Perdita

Art. 47      Lo stato di patrizio si perde per le seguenti cause:

a)    per la perdita della cittadinanza ticinese;

b)    per la rinuncia allo stato di patrizio;

c)    per nuovo matrimonio, successivo al divorzio o vedovanza, dell’ uomo o della donna che ha acquistato lo stato di patrizio all’ atto del matrimonio.

 

Effetti

Art. 48      1La perdita dello stato di patrizio per i motivi di cui alla lett. b) dell’ art 47 non produce effetti per il coniuge e per i discendenti del rinunciante.

2La perdita dello stato di patrizio per i motivi di cui alla lett. c) dell’ art 47 non produce effetti per i discendenti.

 

Riacquisto

Art. 49      Chi riacquista la cittadinanza ticinese, riacquista lo stato precedente di patrizio.

 

Procedura

Art. 50      La procedura per la rinuncia ed il riacquisto dello stato di patrizio è stabilita dal regolamento d’ applicazione della legge.

 

Capo III

 

Esercizio dei diritti patriziali

 

Esercizio dei diritti patriziali. a) In generale

Art. 51      1Il patrizio esercita i diritti patriziali nei limiti stabiliti dalla legge.

2Per la convocazione alle assemblee il patrizio domiciliato fuori dal comune sede del patriziato deve eleggere un suo recapito presso un patrizio domiciliato nel comune, a meno che faccia esplicita richiesta ad essere convocato personalmente. Il recapito deve essere notificato all’ ufficio patriziale.

 

b) Diritto di voto

Art. 521)    1Ogni patrizio ha diritto di voto a diciotto anni compiuti ed è considerato maggiorenne ai sensi della legge.

2L’ esercizio del diritto di voto è personale.

 

c) Diritto di godimento

Art. 53      1I diritti di godimento dei beni del patriziato sono esercitati per fuoco.

2Il fuoco patriziale è costituito:

a)    di un maggiorenne, con economia propria;

b)    di una comunione di persone patrizie formanti un’ unica economia domestica;

c)    della donna patrizia che mantiene il patriziato da nubile all’ atto del matrimonio.

 

Effetti della costituzione o estinzione del fuoco

Art. 54      1In caso di costituzione di un nuovo fuoco, i diritti di godimento si esercitano dal giorno di iscrizione nel corrispondente registro.

2In caso di estinzione per decesso, rinuncia degli aventi diritto, o per altra causa, i diritti di godimento cessano con la radiazione del fuoco dal registro.

 

Rappresentanza del fuoco

Art. 55      1Per l’ esercizio dei diritti di godimento, nei rapporti con l’ amministrazione patriziale, il fuoco è rappresentato di regola dal patrizio più anziano.

2Il diritto di rappresentanza può essere delegato.

 

Capo IV

 

Registro dei patrizi, dei votanti e dei fuochi

 

Registro. a) Contenuto

Art. 56      Il registro dei patrizi, dei votanti e dei fuochi attesta:

a)    lo stato di patrizio;

b)    la qualità di avente diritto di voto;

c)    i fuochi con diritto di godimento.

 

b) Allestimento

Art. 57      L’ ufficio patriziale allestisce su formulario stabilito dal Dipartimento, il registro aggiornato ogni anno, entro la fine di novembre.

 

c) Pubblicazione

Art. 58      1Il registro è pubblicato ogni anno durante i primi venti giorni di dicembre.

2La pubblicazione ha luogo con l’ esposizione nell’ ufficio patriziale o nella cancelleria comunale e, nel caso di patriziati con giurisdizione in più comuni, nella cancelleria del comune sede del patriziato.

 

d) Variazioni; pubblicazioni

Art. 59      1Nel corso dell’ anno l’ ufficio patriziale apporta al registro le variazioni ordinate dal Consiglio di Stato e quelle richieste dagli interessati per cambiamenti di stato civile o per altra causa comportanti modificazioni nelle famiglie patrizie.

2L’ ufficio patriziale pubblica le variazioni durante i quindici giorni consecutivi all’ albo patriziale.

 

Divieto di variazione nel periodo di pubblicazione

Art. 60      1Nessuna variazione, tranne se ordinata dal Consiglio di Stato, può essere apportata al registro durante il periodo di pubblicazione.

2Le iscrizioni che si rendono necessarie durante il periodo di pubblicazione sono apportate decorso tale periodo; le corrispondenti variazioni devono essere pubblicate all’ albo secondo le norme dell’ art 59.

 

Ricorsi. a) Legittimazione attiva

Art. 61      1Chiunque ha il diritto di voto nel patriziato può contestare le iscrizioni nel registro mediante ricorso al Consiglio di Stato.

2Il ricorso tendente a ottenere l’ iscrizione nel registro può essere interposto solo dal patrizio che la chiede o da un suo mandatario.

3La decisione del Consiglio di Stato è definitiva, salvo che sia in contestazione lo stato di patrizio.

 

b) Termini

Art. 62      Il ricorso contro il registro deve essere interposto:

a)    nel caso di pubblicazione annuale, durante il periodo di pubblicazione;

b)    nel caso di variazione, durante il periodo di pubblicazione della variazione medesima.

 

Contestazioni sullo stato di patrizio in cause civili

Art. 63      Le contestazioni sullo stato di patrizio che sorgessero nel corso di una causa giudiziaria devono essere demandate dal giudice civile al Consiglio di Stato. Contro la decisione del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo.

 

TITOLO V

 

Organizzazione del patriziato

Capitolo I

 

Generalità

 

Organi del patriziato

Art. 64      1Gli organi del patriziato sono: I’ assemblea, il consiglio patriziale dove è stato costituito e l’ ufficio patriziale.

2Essi amministrano il patriziato secondo le competenze conferite dalla legge.

 

Elezioni

Art. 65      L’ elezione del consiglio patriziale e dell’ ufficio patriziale ha luogo ogni

quattro anni in aprile, alla dalla fissata dal Consiglio di Stato entro la fine di agosto delI’ anno precedente nei modi stabiliti dalla legge sull’ elezione degli uffici e dei consigli patriziali .

 

Sigillo Patriziale

Art. 66      1Ogni patriziato deve avere un sigillo la cui impronta dev’ essere apposta a ogni atto ufficiale.

2Il sigillo e le sue variazioni devono essere notifica al Dipartimento competente.

 

Capitolo II

 

Assemblea patriziale

 

Definizione: pubblicità

Art. 67      L’ assemblea è la riunione degli aventi diritto di voto in materia patriziale. Essa è pubblica.

 

Competenze

Art. 68      L’ assemblea:

a)    elegge il consiglio patriziale, I’ ufficio patriziale, il suo presidente e i supplenti;

b)    adotta i regolamenti e li modifica;

c)    esercita la sorveglianza sull’ amministrazione patriziale;

d)    approva ogni anno il conto preventivo e il Conto Consuntivo;

e)    vota i prestiti e i relativi piani d’ ammortamento, approva la costituzione di fideiussioni, I’ accensione di ipoteche, la costituzione di pegno su beni mobili;

f)     autorizza l’ affitto, la locazione, la permuta, I’ alienazione, la commutazione delI’ uso e del godimento dei beni;

g)    decide l’ esecuzione delle opere sulla base di progetti e di preventivi definitivi e accorda i crediti necessari;

h)    autorizza l’ ufficio patriziale a intraprendere o a stare in lite, a transigere e a compromettere, riservate le procedure amministrative;

i)     fissa per regolamento gli onorari dei membri dell’ ufficio, il rimborso delle spese per le missioni o funzioni straordinarie, gli stipendi del segretario e degli altri dipendenti o incaricati del patriziato;

I)     concde lo stato di patrizio e prende atto della rinuncia al patriziato;

m)   nomina la commissione della gestione e le eventuali commissioni speciali;

n)    esercita tutte le competenze non conferite dalla legge ad altro organo del patriziato.

 

Assemblee ordinarie

Art. 69      1Le assemblee ordinarie annuali sono due:

a)    la prima esamina il rapporto della commissione della gestione sull’ esercizio precedente e delibera in merito;

b)    la seconda esamina il rapporto della commissione della gestione sul preventivo, delibera sullo stesso e nomina la commissione della gestione.

2Nelle assemblee ordinarie possono essere trattati altri oggetti purché figurino all’ ordine del giorno.

3I patriziati senza un movimento finanziario importante possono prevedere nel loro regolamento la tenuta di una sola assemblea ordinaria annuale, fissandone la data non oltre il 30 aprile.

 

Assemblee straordinarie

Art. 70      L’ assemblea patriziale si raduna straordinariamente:

a)    ogni qualvolta l’ ufficio patriziale lo ritiene opportuno;

b)    se richiesto da un numero di aventi diritto di voto corrispondente almeno ad un sesto del numero dei patrizi domiciliati nel comune o nei comuni del patriziato.

 

Date e termine

Art. 71      1Il regolamento del patriziato fissa la data delle assemblee ordinarie, ritenuto che l’ approvazione della gestione patriziale deve avvenire entro il 30 aprile, e l’ approvazione del preventivo entro il 31 dicembre.

2Il termine del 30 aprile può essere anche prorogato dal Dipartimento, su istanza delI’ ufficio patriziale, fino al 30 giugno.

3Il Dipartimento può autorizzare il rinvio per giustificati motivi o nel caso di concomitanze con votazioni o elezioni federali, cantonali, distrettuali, di circolo o comunali.

 

Convocazione

Art. 72      L’ ufficio patriziale convoca l’ assemblea mediante avviso all’ albo e contemporaneamente al domicilio dei patrizi aventi diritto di voto domiciliati nel comune del patriziato e, per i domiciliati fuori comune, al recapito prescritto dall’ art. 51, almeno dieci giorni prima della riunione, indicando il giorno. I’ ora, il luogo e gli oggetti da trattare.

 

Numero legale

Art. 73      L’ assemblea può validamente deliberare qualunque sia il numero dei presenti. I membri e supplenti dell’ ufficio patriziale non sono computati tra i presenti.

 

Validità delle risoluzioni: revoca

Art. 74      1L’ assemblea delibera a maggioranza dei votanti

2Per gli oggetti di cui all’ art. 68 lett. e), f), g), h), e nel caso di revoca di risoluzioni precedenti, essa delibera a maggioranza di due terzi dei votanti; in ogni caso i voti affermativi devono costituire la metà dei presenti.

3In tutti i casi gli astenuti e, per le votazioni a scrutinio segreto, le schede in bianco non sono computate.

 

Casi di collisione

Art. 75      1Il patrizio il cui interesse personale è in collisione con quello del patriziato nell’ oggetto posto in deliberazione non può prendere parte né alla discussione né al voto .

2Per uguale titolo sono esclusi dalla discussione e dal voto i suoi parenti nei seguenti gradi: coniuge, genitori, figli, fratelli, zii, nipoti consanguinei, cognati, suoceri, generi e nuore. L’ interesse di un ente di diritto pubblico non determina la collisione di interessi nei suoi membri.

3La collisione esiste invece per gli amministratori di persone giuridiche aventi scopo di lucro.

 

Verbale delle risoluzioni; pubblicazione

Art. 76      1Il verbale viene letto, approvato seduta stante e firmato dal presidente delI’ assemblea, dal segretario e dagli scrutatori.

2Il presidente del patriziato pubblica entro cinque giorni all’ albo le risoluzioni dell’ assemblea con l’ indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso.

 

Funzionamento dell’ assemblea

Art. 77      1Il regolamento del patriziato stabilisce le altre modalità di funzionamento dell’ assemblea.

2Esso deve in particolare disciplinare:

a)    il luogo, il giorno e l’ ordine delle trattande;

b)    la composizione dell’ ufficio presidenziale e i compiti;

c)    l verbale delle discussioni, i modi di tenuta e di approvazione;

d)    il sistema di voto;

e)    i messaggi e i rapporti, le forme ed i termini di presentazione e deposito;

f)     le commissioni, la loro composizione e gli attributi;

g)    le interpellanze e le mozioni con le forme ed i termini di presentazione;

h)    I’ ordine e la pubblicità dell’ assemblea.

3Il presidente i membri ed i supplenti dell’ ufficio patriziale in carica o che lo furono nell’ anno di cui si discute la gestione non possono far parte dell’ ufficio presidenziale né partecipare alle votazioni per la nomina della commissione della gestione e per l’ approvazione del consuntivo.

 

Capitolo III

 

Il Consiglio patriziale

 

Istituzione

Art. 78      1Il regolamento del patriziato può prevedere l’ istituzione del consiglio patriziale.

2Esso ne stabilisce il funzionamento richiamati gli artt. 75 e 76 disciplinando in particolare:

a)    la seduta costitutiva;

b)    I’ ufficio presidenziale e i suoi compiti;

c)    le sessioni ordinarie e straordinarie;

d)    il luogo e i modi di convocazione;

e)    le modalità di partecipazione;

f)     il verbale delle discussioni, i modi di tenuta e di approvazione;

g)    i messaggi, i rapporti, i modi e i termini di presentazione e di deposito;

h)    il sistema e il quoziente di voto;

i)     le commissioni, la loro composizione e gli attributi;

I)     le interpellanze e le mozioni con le forme e i termini di presentazione.

 

Attributi

Art. 79      Il consiglio patriziale esercita gli attributi dell’ assemblea patriziale di cui all’ art. 68 riservato il diritto di iniziativa e di referendum secondo le modalità previste dalla legge organica comunale, ritenuto che i quozienti ivi previsti sono computati sul numero dei cittadini patrizi domiciliati nel comune o nei comuni del patriziato.

 

Eleggibilità

Art. 80      1Sono eleggibili in consiglio patriziale gli aventi diritto di voto del patriziato.

2La carica è incompatibile con quella di Consigliere di Stato, di membro dell’ ufficio patriziale o supplente e di dipendente del patriziato, salvo che quest’ ultima sia esercitata con funzione accessoria.

 

Capitolo IV

 

L’ ufficio patriziale

 

Composizione

Art. 81      1L’ ufficio patriziale amministra il patriziato.

2Esso si compone di tre o di cinque membri, compreso il presidente.

3L’ ufficio di un patriziato la cui giurisdizione si estende a più comuni può avere fino a un massimo di nove membri.

4La carica è obbligatoria.

5Nei patriziati ove esiste un ufficio di tre membri occorrono due supplenti.

 

Eleggibilità

Art. 82      1È eleggibile alla carica di membro e di supplente dell’ ufficio ogni patrizio maggiorenne con diritto di voto in materia patriziale.

2Il presidente deve avere il suo domicilio nel comune o nei comuni del patriziato, salvo eccezioni autorizzate dal Consiglio di Stato.

 

Incompatibilità

a) Per carica

Art. 83      La carica di presidente dell’ ufficio patriziale è incompatibile con quella di segretario.

 

b) Per parentela

Art. 84      Non possono far parte contemporaneamente dello stesso ufficio come presidente, membro o supplente: coniugi, genitori e figli, fratelli, suoceri con generi e nuore.

 

Ricusa della carica

Art. 85      La carica di presidente, di membro o di supplente dell’ ufficio patriziale può essere ricusata per un’ infermità che la rende eccessivamente gravosa o per un altro motivo grave.

 

Dimissioni dalla carica

Art. 86      Il presidente, i membri e i supplenti possono dimissionare dalla carica per uno dei seguenti motivi:

a)    l’ aver coperto la carica l’ intero quadriennio immediatamente precedente;

b)    l’ età di 65 anni;

c)    un’ infermità che la rende eccessivamente gravosa o altro motivo grave.

 

Procedura

Art. 87      1Le dimissioni per i motivi di cui all’ art. 86 lett. a) e b) sono inoltrate all’ ufficio patriziale e hanno effetto dopo due mesi dalla presentazione.

2La ricusa e le dimissioni di chi invoca il motivo di cui agli artt. 85 e 86 lett. c) sono decise dall’ ufficio patriziale, riservato il ricorso al Consiglio di Stato che decide inappellabilmente.

 

Rifiuto di assumere la carica

Art. 88      Nel caso in cui il presidente, un membro o un supplente dell’ ufficio patriziale rifiutassero, senza legittimo motivo, di assumere la carica, il Consiglio di Stato diffida formalmente l’ interessato a desistere dal diniego. Se la diffida rimane infruttuosa, il Consiglio di Stato ordina, con decisione inappellabile, la sostituzione del renitente, applicandogli nel contempo una multa sino a fr..1000.—.

 

Periodo di elezione; dichiarazione di fedeltà alla Costituzione ed alle leggi2)

Art. 89      1Il presidente, i membri e i supplenti dell’ ufficio patriziale stanno in carica quattro anni e sono rieleggibili.

2Essi rilasciano la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione ed alle leggi firmando il relativo attestato che viene loro consegnato dal Giudice di pace, entro tre giorni dalla data della proclamazione.3)

 

Nomina del vicepresidente

Art. 90      Nella prima seduta successiva alla sua elezione l’ ufficio nomina tra i suoi membri un vicepresidente.

 

Commissioni

Art. 91      1L’ ufficio può nominare, nel suo seno o fuori, commissioni per la sorveglianza di determinati rami dell’ amministrazione e per lo studio di oggetti di particolare importanza.

2Di ogni commissione deve far parte un membro dell’ ufficio, di regola in qualità di presidente.

3Le commissioni esercitano la loro vigilanza sui rami dell’ amministrazione loro affidati o propongono le misure da attuare. Esse hanno in ogni caso funzioni consultive.

 

Competenza dell’ ufficio patriziale. a) In generale

Art. 92      L’ ufficio patriziale:

a)    è l’ organo esecutivo del patriziato;

b)    dirige l’ amministrazione, prende ogni provvedimento a tutela dell’ interesse della corporazione, comprese le procedure amministrative;

c)    formula le sue proposte o fa rapporto su ogni oggetto di competenza dell’ assemblea o del consiglio patriziale;

d)    esegue o fa eseguire le risoluzioni dell’ assemblea o del consiglio patriziale;

e)    dà ragguagli sull’ amministrazione all’ assemblea o al consiglio patriziale con un rapporto scritto annuale;

f)     decide sulla regolarità e proponibilità della domanda di cui all’ art. 70 lett. b);

g)    esercita le competenze a lui particolarmente conferite dal regolamento o da altre leggi.

 

b) In particolare

Art. 93      L’ ufficio patriziale, in particolare:

a)    organizza il buon governo dei beni patriziali e ne garantisce l’ uso pubblico;

b)    provvede all’ incasso delle imposte patriziali e dei crediti, soddisfa gli impegni nei limiti del preventivo, come pure all’ impiego dei capitali, e vigila sulla conversione dei prestiti;

c)    allestisce ogni anno il conto preventivo e il conto consuntivo;

d)    applica i regolamenti patriziali e punisce con multa i contravventori alle leggi e ai regolamenti stessi;

e)    nomina i dipendenti e assegna gli incarichi;

f)     approva i piani di assestamento dei boschi e i piani di sistemazione alpestre;

g)    procede alle aggiudicazioni in seguito a concorso, a licitazione o a trattativa privata giusta le norme della presente legge;

h)    allestisce e aggiorna il registro dei patrizi;

i)     procede ogni quattro anni al controllo dei confini dei fondi di proprietà del patriziato, di propria iniziativa o quando fosse richiesto dai confinanti o dall’ autorità di vigilanza;

l)     conserva e aggiorna l’ archivio patriziale;

m)   fissa la sportule di cancelleria.  

 

Altre norme sul funzionamento

Art. 94      1Il regolamento del patriziato stabilisce le norme di funzionamento dell’ ufficio patriziale a completazione e integrazione di quelle prescritte dalla presente legge. In particolare esso deve disciplinare:

a)    il luogo delle sedute;

b)    il funzionamento delle sedute;

c)    la chiamata dei supplenti;

d)    il modo di votazione;

e)    il verbale delle discussioni e le modalità della tenuta e approvazione;

f)     l’ obbligo di discrezione, l’ esame degli atti e il rilascio di estratti.

2L’ art. 76 è applicabile per analogia.

 

Lavori e forniture

Art. 95      1I lavori eseguiti dal patriziato e la fornitura allo stesso devono essere aggiudicati per pubblico concorso quando il loro importo è superiore a fr..5000.—.

2Per regolamento del patriziato tale importo può essere aumentato sino a fr..20.000.—.

3Il concorso è pubblicato all’ albo per un periodo di almeno quindici giorni.

4Il regolamento del patriziato fissa la cifra oltre la quale il concorso dev’ essere parimenti pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale.

5Sono inoltre applicabili gli artt. da 12 a 15 della presente legge.

 

Validità della seduta

Art. 96      L’ ufficio patriziale può validamente deliberare se interviene alla seduta almeno la maggioranza assoluta dei suoi membri e se gli stessi sono stati avvisati almeno 24 ore prima della riunione. Se per due volte consecutive tale maggioranza fa difetto, l’ ufficio può deliberare la terza volta, qualunque sia il numero dei presenti.

 

Frequenza

Art. 97      La partecipazione alle sedute è obbligatoria. L’ assenza ingiustificata è punibile con una multa fino a fr..20.-- per seduta inflitta dall’ ufficio patriziale.

 

Validità delle risoluzioni; revoca

Art. 98      1Le risoluzioni sono prese a maggioranza dei presenti; l’ astensione non è ammessa.

2Le risoluzioni possono essere revocate con il voto della maggioranza dei suoi membri, riservati i diritti dei terzi.

 

Collisione

Art. 99      Un membro dell’ ufficio patriziale non può essere presente alle discussioni e al voto su oggetti che riguardano il suo personale interesse e quello dei suoi parenti secondo l’ art. 75.

 

Divieto di prestazione

Art. 100     Un membro dell’ ufficio patriziale non può assumere né direttamente, né indirettamente lavori, forniture o mandati a favore del patriziato.

 

Capitolo V

 

I dipendenti del patriziato

 

Nomina procedura

Art. 101     1L’ ufficio patriziale nomina ogni quadriennio il segretario e gli altri dipendenti, previsti da leggi speciali o dal regolamento.

2La nomina è fatta per concorso pubblico. Il periodo di nomina scade sei mesi dopo l’ elezione dell’ ufficio patriziale.

3Salvo proroga da accordare dal Dipartimento competente, la riconferma è tacita se l’ ufficio patriziale non comunica al dipendente entro quattro mesi dalle elezioni, presentandone i motivi, la mancata conferma.  

 

Provvedimenti disciplinari

Art. 102     1La violazione dei doveri d’ ufficio è punita dall’ ufficio patriziale con i seguenti provvedimenti disciplinari:

a)    l’ ammonimento;

b)    la multa fino a fr..500.--;

c)    la sospensione dalle funzioni fino a tre mesi;

d)    il licenziamento.

2L’ applicazione d’ ogni provvedimento disciplinare dev’ essere preceduta da un’ inchiesta nella quale all’ interessato dev’ essere data la possibilità di giustificarsi e di farsi assistere.

3Ogni provvedimento disciplinare dev’ essere motivato e notificato per iscritto all’ interessato.

4I provvedimenti disciplinari sono appellabili da parte dell’ interessato al Consiglio di Stato.

5Contro le decisioni del Consiglio di Stato è ammesso ricorso al Tribunale cantonale amministrativo.

 

Rapporto d’ impiego; diritti e obblighi

Art. 103     Il regolamento del patriziato oltre alle disposizioni della presente legge stabilisce i requisiti per la nomina, gli stipendi, gli obblighi e i doveri di servizio e le prestazioni sociali dei dipendenti.

 

 

Capitolo VI

 

Conti - Esame della gestione

 

Conti

A) Anno amministrativo

Art. 104     Il conto preventivo e il conto consuntivo del patriziato si estendono alla gestione dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

 

B) Contenuto

1. del conto preventivo

Art. 105     Il conto preventivo deve contenere:

a)               le previsioni sui ricavi e sulle spese della gestione corrente;

b)               le indicazioni sulle entrate e sulle uscite di investimento;

c)               nella gestione corrente del conto preventivo devono essere incluse ogni anno una voce concernente l’ ammortamento della sostanza nella misura minima dell’ effettivo deprezzamento ed una voce relativa agli interessi passivi sui prestiti.

 

2. del conto consuntivo

Art. 106     Il conto consuntivo deve contenere:

a.    il conto di gestione corrente;

b.    il conto degli investimenti;

c.    il bilancio patrimoniale.

 

C) Forma delle deliberazioni

Art. 107     Si procede alle deliberazioni sul conto preventivo e sul conto consuntivo articolo per articolo e sul complesso.

 

D) Destinazione dei crediti

Art. 108     I crediti possono essere destinati dall’ ufficio patriziale solo per l’ oggetto per cui furono accordati.

 

E) Sorpassi; crediti suppletori

Art. 109     L’ ufficio patriziale non può far spese che non siano iscritte nel bilancio preventivo, nè superare quelle iscritte, senta il consenso preliminare dell’ assemblea o del consiglio patriziale, salvo nei casi di assoluta urgenza per i quali esso dovrà chiedere la ratifica alla prossima assemblea o riunione del consiglio.

 

F) Prestiti a breve scadenza

Art. 110     Quando, nel corso dell’ anno, l’ ufficio patriziale mancasse di liquidità per sopperire a spese della parte ordinaria del conto preventivo, potrà far capo a prestiti a breve scadenza, purché siano integralmente rimborsati entro l’ anno successivo.

 

G) Pagamenti e riscossioni; forme

Art. 111     I pagamenti e le riscossioni devono essere fatti per conto corrente postale o bancario. Il regolamento del patriziato designa gli aventi diritti di firma collettiva con il presidente dell’ ufficio patriziale per tutte le operazioni concernenti i conti suddetti.

 

H) tenuta dei conti, pagamenti e riscossioni: esenzioni. Norme esecutive

Art. 112     Le norme particolari circa la tenuta dei libri contabili e le registrazioni sono stabilite dal regolamento speciale.

 

Contabilità armonizzata

Art. 113     1Il regolamento del patriziato deve stabilire in base all’ importanza finanziaria del patriziato se applicare i principi e le norme di gestione finanziaria, di contabilità e di controllo, stabiliti dalla legge organica comunale.

2Il Consiglio di Stato può decidere l’ introduzione graduale della contabilità armonizzata in tutti i patriziati.

 

Commissione della gestione; attribuzioni

Art. 114     1L’ esame della gestione è affidato alla commissione della gestione.

2A tale scopo le è conferita la facoltà di esame degli atti dell’ amministrazione patriziale, i verbali e gli archivi.

3La commissione si pronuncia:

a)    sul preventivo;

b)    sulle proposte per oggetti che richiedono una decisione dell’ assemblea o del consiglio patriziale in virtú dell’ art. 68 quando l’ esame non rientri nella competenza esclusiva di un’ altra commissione;

c)    sul consuntivo.

4La carica di membro e di supplente della commissione della gestione è obbligatoria.

 

Incompatibilità

Art. 115     Non possono far parte della commissione:

a)    i membri dell’ ufficio patriziale ed i supplenti;

b)    i congiunti nei gradi seguenti: coniuge, genitori e figli, fratelli, suoceri con generi e nuore, zii e nipoti consanguinei;

c)    coloro che si trovano nei detti gradi di parentela con i membri dell’ ufficio patriziale, i supplenti ed il segretario.

 

Collisione

Art. 116     1Chi ha rivestito la carica di membro dell’ ufficio patriziale o di supplente può far parte della commissione della gestione.

2Egli non può tuttavia partecipare alla discussione e al voto sulla gestione che lo concerne.

 

Rapporto

Art. 117     1La commissione della gestione allestisce il rapporto scritto.

2Qualora la commissione non fosse in grado di presentare un rapporto di merito sui conti, riferisce i motivi all’ assemblea o al consiglio patriziale.

3L’ assemblea o il consiglio patriziale stabilisce un nuovo termine non superiore a un mese. Di ciò l’ ufficio patriziale dà sollecita comunicazione al Dipartimento.

 

Capitolo VII

 

Contravvenzioni

 

Competenze

Art. 118     1L’ ufficio patriziale applica la multa sulle contravvenzioni ai regolamenti patriziali o alle leggi la cui applicazione gli è affidata.

2Il massimo della multa è di fr..10.000.—, riservate le leggi speciali.

 

Rapporti; segnalazioni

Art. 119     1I membri dell’ ufficio patriziale e i dipendenti di cui all’ art. 101 che vengono a conoscenza di una trasgressione ne fanno rapporto al patriziato.

2Le segnalazioni possono essere fatte anche da terzi.

 

Procedura: a) rapporto di contravvenzione

Art. 120     Il rapporto di contravvenzione deve indicare i fatti, il luogo, la data e il periodo in cui le infrazioni sono avvenute e le norme di legge o di regolamento violate.

 

b) decisione

Art. 121     1Accertata la violazione, l’ ufficio patriziale infligge la multa; nella decisione devono essere richiamati:

a)    il rapporto di contravvenzione;

b)    i motivi della multa;

c)    l’ indicazione delle norme di legge o di regolamento violate e di quella che reprime la trasgressione;

d)    l’ indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso.

2La decisione di multa è appellabile al Consiglio di Stato.

3Contro la decisione del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo.

4La decisione di abbandono del procedimento contravvenzionale dev’ essere notificata al denunciato.

 

Prescrizione

Art. 122     1L’ azione contravvenzionale come pure la pena si prescrivono, ciascuna, in due anni.

2Per la decorrenza dei termini fanno stato le modalità fissate dal decreto legislativo che regola la prescrizione in materia di contravvenzione.

 

Pagamento e commutazione

Art. 123     1Le multe devono essere pagate entro un mese da quando sono definitive.

2L’ ufficio patriziale può concedere una proroga non superiore a due mesi o accordare la possibilità di pagamento a rate nel termine massimo di sei mesi.

3Se la multa non è pagata tempestivamente, l’ ufficio patriziale procede in via esecutiva.

4Non essendo possibile l’ incasso, il Dipartimento, su istanza dell’ ufficio patriziale e previa diffida di dieci giorni, commuta la multa in arresto in ragione di un giorno ogni fr..30.—e per un massimo di tre mesi comunicandolo per esecuzione all’ autorità competente.

5Contro la decisione di commutazione della multa in arresto è ammesso il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 15 giorni dall’ intimazione.4)

 

TITOLO VI

 

Regolamenti

 

Regolamenti

Art. 124     Il patriziato disciplina mediante regolamenti le materie che rientrano nelle sue competenze.

 

Esposizione

Art. 125     I regolamenti patriziali devono essere esposti al pubblico previo avviso agli albi:

a)    per un periodo di quindici giorni durante il quale è ammesso il ricorso al Consiglio di Stato contro le disposizioni in essi contenute;

b)    nei patriziati a regime di consiglio patriziale inoltre per un periodo di trenta giorni durante il quale è data la facoltà di referendum.

 

Approvazione

Art. 126     1Trascorsi i termini di esposizione di cui all’ art. 125, i regolamenti sono sottoposti al Consiglio di Stato per l’ approvazione.

2Analoga procedura dev’ essere ossequiata per ogni loro variazione.

 

Facoltà del Consiglio di Stato

Art. 127     1Il Consiglio di Stato nella procedura di approvazione dei regolamenti patriziali, valendosi dei poteri di vigilanza conferitigli dall’ art. 130 della legge può:

a)    apportare d’ ufficio modificazioni o aggiunte al regolamento per metterlo in consonanza con le norme della costituzione e delle leggi;

b)    approvare il regolamento ritenuto lo stralcio delle disposizioni non conformi alle leggi;

c)    sospendere l’ approvazione del regolamento o di singole sue disposizioni, con invito al patriziato a procedere alle modificazioni e completazioni del caso, assegnando a tale scopo un termine adeguato.

2Il Consiglio di Stato emana in luogo e vece dell’ organo patriziale competente il regolamento, limitatamente alle disposizioni di natura essenziale, quando un patriziato, trascorso il termine stabilito e previa formale diffida con l’ assegnazione di un nuovo termine, non vi avesse provveduto.

3I regolamenti sono approvati dal Consiglio di Stato con la riserva dei diritti di terzi.

 

Applicabilità

Art. 128     1Con l’ approvazione del Consiglio di Stato i regolamenti diventano esecutivi.

2L’ approvazione non estingue il diritto di ricorso in ogni caso di applicazione.

 

TITOLO VII

 

Del coordinamento e della vigilanza dei patriziati

Capitolo I

 

Coordinamento

 

Promovimento e coordinamento alla pianificazione cantonale

Art. 129     1Il Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento competente, promuove l’ utilizzazione razionale dei beni di proprietà patriziale, coordinata con la pianificazione cantonale e i programmi di sviluppo delle regioni.

2Esso si avvale di una commissione in cui sono rappresentati l’ Alleanza patriziale, i servizi e gli enti cantonali interessati.

3Il regolamento della commissione ne stabilisce le competenze e il funzionamento.

 

Capitolo II

 

Vigilanza

 

Vigilanza

Art. 130     1I patriziati sono sottoposti alla vigilanza del Cantone.

2Essa è esercitata dal Consiglio di Stato che designa il Dipartimento competente.

 

Limiti

Art. 131     1La vigilanza sui patriziati ha per oggetto:

a)    il controllo di legalità sull’ applicazione delle leggi e dei regolamenti da parte dei patriziati e dei loro organi;

b)    il controllo di opportunità, limitato all’ arbitrio;

c)    la sorveglianza sull’ amministrazione in genere e sulle decisioni degli organi patriziali riguardanti la gestione e l’ impiego dei beni di proprietà patriziale;

d)    i provvedimenti adottati dal presidente dell’ assemblea o del consiglio patriziale nell’ ambito delle sue competenze.

2A tale scopo è conferita al Dipartimento la facoltà di esame dei registri, dei libri contabili e degli archivi patriziali come pure sull’ uso e sulla gestione dei beni patriziali.

3Quando vi fosse indizio o sospetto di cattiva amministrazione, l’ autorità di vigilanza è legittimata ad intervenire sia su denuncia privata, sia d’ ufficio.

 

Annullamento di decisioni degli organi patriziali

Art. 132     1Il Consiglio di Stato come autorità di vigilanza può annullare le risoluzioni degli organi patriziali:

a)    quando violano le norme della Costituzione, di leggi o di regolamenti;

b)    quando fossero in modo manifesto di grave pregiudizio agli interessi del patriziato; in questo caso tale facoltà si prescrive nel termine di dieci anni dalla decisione.

2È riservata ai terzi l’ azione di risarcimento.

 

Sanzioni disciplinari:

a) Nell’ ambito delle funzioni

Art. 133     1Il Consiglio di Stato può infliggere ai membri ed ai supplenti dell’ ufficio patriziale, della commissione della gestione, del consiglio patriziale e degli uffici presidenziali colpevoli di inosservanza delle disposizioni legali, degli ordini dell’ autorità di vigilanza o di grave negligenza nell’ esercizio delle loro funzioni i seguenti provvedimenti:

a)    il richiamo;

b)    l’ ammonimento;

c)    la multa fino a un massimo di fr..2000.--;

d)    la sospensione dalla carica fino a un massimo di sei mesi.

2I provvedimenti di cui alle lett. a), b) e c) si applicano pure a coloro che non sono più in carica.

3Ogni provvedimento dev’ essere motivato e preceduto da un’ inchiesta nella quale è data all’ interessato la possibilità di giustificarsi.

4Il Consiglio di Stato può ordinare la pubblicazione all’ albo dei provvedimenti presi; nel caso di sospensione la pubblicazione è obbligatoria.

5I provvedimenti disciplinari si prescrivono nel termine di cinque anni dal compimento dei fatti.

6Le multe non possono essere messe a carico della cassa patriziale.

 

b) Sospensione per altri motivi

Art. 134     1Se un membro dell’ ufficio patriziale è perseguito per crimini o delitti, il Consiglio di Stato può sospenderlo dalle sue funzioni. Esso è sostituito in tal caso da un supplente.

2La sospensione può inoltre essere decisa dal Consiglio di Stato quando un membro dell’ ufficio patriziale si trova in stato di insolvenza e gli interessi del patriziato potrebbero venirne compromessi.

3L’ interessato dev’ essere udito prima del provvedimento.

 

Destituzione

Art. 135     1Se un membro dell’ ufficio patriziale è condannato alla pena della reclusione o alla detenzione anche se al beneficio della sospensione condizionale, per reati intenzionali contrari alla dignità della carica, il Consiglio di Stato deve destituirlo dalle sue funzioni.

2In tal caso si provvede alla sua sostituzione secondo le norme delle leggi elettorali.

3Il provvedimento dev’ essere motivato e preceduto da un’ inchiesta nella quale è data all’ interessato la possibilità di giustificarsi.

 

Rimedi di diritto

Art. 136     La persona contro la quale è stato preso un provvedimento in applicazione degli artt. da 133 a 135 può ricorrere nel termine di quindici giorni al Tribunale cantonale amministrativo.

 

Obbligo di notifica dell’ autorità giudiziaria

Art. 137     L’ autorità giudiziaria notifica al Consiglio di Stato l’ apertura di un procedimento penale a carico di un membro dell’ ufficio patriziale quando l’ ipotesi di reato è tale da pregiudicare l’ esercizio della carica.

 

Provvedimenti di eccezione:

a) In casi di cattiva amministrazione

Art. 138     Quando un patriziato si trova in difficoltà ad assicurare la normale amministrazione o quando l’ ufficio patriziale si sottrae in modo deliberato e continuo ai doveri del suo ufficio, l’ autorità di vigilanza può, previa diffida, direttamente o per mezzo di uno o più delegati affiancarsi o sostituirsi all’ ufficio patriziale nell’ amministrazione del patriziato, fintanto che perdurano i motivi che hanno giustificato l’ intervento.

 

b) In caso di mancata costituzione dell’ ufficio patriziale

Art. 139     1Se l’ assemblea patriziale non provvede alla elezione dell’ ufficio patriziale, o se quest’ ultimo non può essere costituito per motivi di incompatibilità secondo la norma dell’ art. 84 tra i membri eletti, il Consiglio di Stato delega al municipio locale l’ amministrazione del patriziato.

2Tale misura ha fine tosto che si renda possibile l’ elezione di un ufficio patriziale o quando siano cessate le cause d’ incompatibilità.

 

c) Competenze dell’ assemblea

Art. 140     Nei casi stabiliti dagli artt. 138 e 139 l’ assemblea o il consiglio patriziale mantengono nondimeno le proprie competenze.

 

Fusione; disconoscimento

Art. 141     Perdurando i motivi d’ intervento di cui agli artt. 138 e 139, il Consiglio di Stato può avviare d’ ufficio il procedimento di fusione a norma dell’ art. 36, rispettivamente di disconoscimento a norma dell’ art. 38.

 

Spese d’ intervento e d’ inchiesta

Art. 142     1Il Consiglio di Stato può recuperare le spese d’ intervento o d’ inchiesta fino ad un importo massimo di fr..10.000.--.

2Le spese accollate al patriziato sono a carico della cassa patriziale.

 

Prestiti e aperture di crediti; ratifica

Art. 143     Le risoluzioni dell’ assemblea o del consiglio patriziale concernenti prestiti o aperture di crediti devono essere ratificate dal Dipartimento.

 

Mancata approvazione dei conti

Art. 144     Se i conti patriziali, o parte di essi, non sono approvati, l’ ufficio patriziale ne fa immediato rapporto al Consiglio di Stato, il quale ordina un’ inchiesta e adotta adeguati provvedimenti.

 

Inappellabilità delle decisioni dell’ autorità di vigilanza

Art. 145     Le decisioni emanate dal Consiglio di Stato quale autorità di vigilanza in applicazione degli artt. da 138 a 144 sono inappellabili.

 

Capitolo III

 

Dei ricorsi contro le decisioni degli organi patriziali

 

Competenza

Art. 146     1Contro le decisioni degli organi patriziali è dato ricorso al Consiglio di Stato, le cui decisioni sono appellabili al Tribunale cantonale amministrativo, a meno che la legge non disponga altrimenti.

2Il ricorso ha effetto sospensivo, a meno che la legge o la decisione impugnata non disponga altrimenti. In questo caso il ricorrente può chiedere al presidente dell’ autorità di ricorso la sospensione della decisione.

 

Legittimazione attiva

Art. 147     Sono legittimati a ricorrere contro le deliberazioni degli organi patriziali:

a)    ogni patrizio avente diritto di voto;

b)    ogni altra persona o ente che dimostri un interesse legittimo.

 

Nullità assoluta

Art. 148     Sono nulle e di nessun effetto le decisioni in materia patriziale emanate da un organo incompetente a decidere.

 

Annullabilità:

a) Di tutte le decisioni degli organi patriziali

Art. 149     Tutte le decisioni degli organi patriziali sono annullabili:

a)    quando fossero state violate le norme di legge per la convocazione e quanto tale violazione fosse stata influente sulle deliberazioni;

b)    quando la riunione fosse stata tenuta in un locale vietato dalla legge.

 

b) Delle singole decisioni

Art. 150     Le singole decisioni degli organi patriziali sono annullabili:

a)    se contrarie a norme della Costituzione, di legge o di regolamenti;

b)    quando fossero state ammesse a votare persone non aventi diritto, e quando ciò abbia potuto influire sulle deliberazioni;

c)    se la votazione non sia stata eseguita secondo le norme della legge;

d)    se conseguenti a pratiche illecite, oppure quando vi fossero stati disordini o intimidazioni tali da presumere che i patrizi non abbiano potuto esprimere liberamente il voto;

e)    quando fossero violate formalità essenziali prescritte da leggi o da regolamenti.

 

Termini e forma

Art. 151     1Le decisioni degli organi patriziali viziate di nullità assoluta possono essere impugnate in ogni tempo.

2Negli altri casi, il ricorso deve essere inoltrato per iscritto, entro quindici giorni dall’ intimazione o dalla data di pubblicazione della decisione impugnata.

3È applicabile la legge di procedura per le cause amministrative, riservate le disposizioni di altre leggi speciali.

 

TITOLO VIII

 

Norme transitorie, abrogative e finali

 

Acquisto dello stato di patrizio per matrimonio; norma transitoria

Art. 152     L’ art. 42 si applica pure a coloro che, pur avendo contratto il matrimonio prima dell’ entrata in vigore della presente legge, ne fanno richiesta all’ ufficio patriziale entro un anno da questo termine.

 

Reintegra nel patriziato da nubile della donna patrizia coniugata

Art. 153     1La donna patrizia che per matrimonio ha acquistato il patriziato del marito può chiedere entro un anno dall’ entrata in vigore della presente legge, la reintegra nel patriziato da nubile mediante notifica scritta all’ ufficio patriziale del patriziato originario e copia a quello del patriziato del marito.

2La reintegra comporta il riacquisto del diritto di voto e dei diritti di godimento, nonché la costituzione di fuoco ai sensi degli artt. 53 e 54.

 

Figli: opzione e acquisto

Art. 154     1I figli maggiorenni di genitori patrizi la cui madre intende esercitare il diritto di reintegra di cui all’ articolo precedente possono parimenti optare per il patriziato della madre entro il medesimo termine.

2I figli maggiorenni di madre patrizia sposata con un non patrizio possono acquistare lo stato di patrizio della madre entro un anno dall’ entrata in vigore della presente legge se ne fanno richiesta all’ ufficio patriziale.

 

Appartenenza a più patriziati

Art. 155     1Il patrizio che appartiene a più patriziati di giurisdizione comunale diversa è tenuto ad optare per uno di questi entro un anno dall’ entrata in vigore della presente legge.

2Nel caso di mancata opzione fa stato il patriziato del comune di attinenza.

 

Riconoscimento di patriziati esistenti

Art. 156     1Ogni patriziato è tenuto a presentare un’ istanza di riconoscimento secondo l’ art. 3 della presente legge entro un anno dalla sua entrata in vigore.

2I patriziati che non intendono postulare il riconoscimento o lasciano decorrere infruttuosamente il termine di cui al cpv. 1 soggiacciono alla procedura di disconoscimento di cui all’ art. 38.

 

Modifica dei regolamenti patriziali

Art. 157     I patriziati sono tenuti a conformare le norme dei loro regolamenti alla presente legge entro quattro anni dalla sua entrata in vigore.  

 

Applicazione della legge

Art. 158     Il Consiglio di Stato emana i regolamenti d’ applicazione della presente legge.

 

Modifica di leggi esistenti

Art. 159     Sono modificate le seguenti leggi:

a)    legge sull’ elezione degli uffici e dei consigli patriziali del 25 marzo 1965:

 

Epoca e sistema di elezione

Art. 1        Le elezioni patriziali avvengono alla data fissata dal Consiglio di Stato ai sensi dell’ art. 65 della legge organica patriziale, a scrutinio segreto, per schede separate, secondo il sistema della maggioranza relativa.

L’ assembla, nella forma dello scrutinio popolare, elegge il presidente, i membri ed i supplenti dell’ ufficio patriziale e, laddove è istituito, il consiglio patriziale.

 

b)    legge di applicazione e complemento al Codice civile svizzero:

 

Raccolta di funghi bacche e simili

Art. 171a   Le modalità di esercizio, dei limiti e i diritti relativi all’ art. 699 CCS sono riservati ai Municipi, sentite le Amministrazioni patriziali e in conformità del regolamento cantonale sulla protezione della flora e della fauna.

 

Disposizioni abrogative

Art. 160     La legge organica patriziale del 29 gennaio 1962 e successive modificazioni è abrogata con l’ entrata in vigore della presente legge.

 

Entrata in vigore

Art. 161     1Decorsi i termini per l’ esercizio del diritto di referendum, la presente legge è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi.

2Il Consiglio di Stato fissa la data dell’ entrata in vigore.5)

 

 

Pubblicata nel BU 94, 523.

 

 

Note:

 1)            Entrata in vigore anticipata dal CdS rispetto alla entrata in vigore dell’ intera legge (1°.1.1995) in data 25.8.1992 - BU 92, 273.

 2)            Nota marginale modificata dalla L 7.10.1998 - BU 1998, 391; in vigore dal 2.6.1999 - FU 1999, 5138.

 3)           Cpv. modificato dalla L 7.10.1998 - BU 1998, 391; in vigore dal 2.6.1999 - FU 1999, 5138.

 4)           Cpv. introdotto (prima della entrata in vigore della LOP - 1°.1.1995) dalla L 20.6.1994 - BU 94, 285.

 5)           Entrata in vigore: 1° gennaio 1995 - BU 94, 523.

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